19 gennaio 2018

Platinum End - Primissime impressioni sul nuovo manga degli autori di Death Note e Bakuman - IMPRESSIONE

"Al culmine della disperazione, il giorno del diploma Mirai prende la decisione di suicidarsi. Un attimo prima della morte viene salvato dall'Angelo Nasse, che gli dona il potere di volare e di far innamorare di sé chiunque. Il giovane presto scopre di non essere il solo a possedere tali straordinarie abilità, ma di far parte di uno schema divino più grande."


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Mirai
(Fonte)

Questo è l'incipit di Platinum End, il nuovo manga di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata, già conosciuti per aver scritto e disegnato i celebri Death Note e Bakuman.
Ho letto i primi due volumi (gli unici usciti per ora in Italia) con la curiosità di un bimbo, conscio del talento dei due autori, e devo dire che, per quel poco che ho visto, Platinum End mi è piaciuto.

Iniziamo a vedere più nel dettaglio cosa succede nei primi due capitoli del primo volume.
Abbiamo Mirai, un adolescente, che decide di suicidarsi. Mentre sta cadendo da un grattacelo viene salvato da un Angelo di nome Nasse, il/la quale gli dona due poteri divini: il volo e le "frecce di Cupido" (chiamate "Freccia Rossa" nel manga). 
Ricorda qualcosa?
Mi sembra abbastanza chiaro il riferimento a Death Note: gli Angeli hanno preso il posto degli Dei della Morte/Shinigami che, invece di fornire i Quaderni della Morte, assegnano dei poteri angelici... e se a questo aggiungiamo la somiglianza di Mirai a Light, il quadro è completo.

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Mirai mentre viene salvato da Nasse

Oltre a Mirai, ci sono altre 12 persone che posseggono la Freccia Rossa e le Ali... ma perché? 
Il motivo è presto detto: Dio vuole essere sostituito da un altro essere umano degno di prendere il suo posto. A questo scopo, Dio ha incaricato 13 Angeli di scegliere un umano profondamente triste o depresso ciascuno e, tramite i loro doni, renderlo felice. La persona ritenuta migliore, diventerà il nuovo Dio.    
Tutti gli Angeli si dirigono in Giappone, visti gli altissimi tassi di suicidi (triste verità...), e scelgono il loro "campione" da allevare. A differenza di Ryuk, Nasse dovrà aiutare attivamente Mirai perché, se dovesse diventare il nuovo Dio, potrà diventare il suo consigliere.

Mirai avrà modo di provare la Freccia Rossa fin da subito, causando la morte di sua zia e l'arresto di suo zio, rei d'aver ucciso i genitori del giovane in tenerà età per arricchirsi della loro eredità. Il motivo della depressione di Mirai, infatti, era la vita d'inferno che viveva dai suoi zii, che gli facevano fare lo schiavo di casa a tutti gli effetti.
Chiaramente il nostro protagonista non sapeva nulla di tutto ciò (pensava che i suoi fossero morti per incidente) finché non gli viene rivelato da Nasse, che l'ha seguito a sua insaputa fin da piccolo.

Vediamo più nel dettaglio il potere dei due oggetti angelici. 
  • Freccia Rossa: chiunque venga colpito dalla Freccia amerà l'utilizzatore per 33 giorni. Durante l'infatuazione il soggetto colpito eseguirà tutti gli ordini di chi l'ha scagliata. L'unica eccezione è il suicidio, poiché se gli verrà chiesto, l'ordine sarà attuato solo se ci saranno delle "buone ragioni". L'innamoramento durerà permanentemente se l'utilizzatore avrà conquistato davvero il cuore della "vittima" durante i 33 giorni;
  • Ali: permettono di muoversi in volo a velocità angelica (talmente tanto elevata che si diventa invisibili ad occhio nudo). 

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Mirai mentre riceve le Ali

Dopo aver visto tutte queste similitudini con Death Note, sorge spontanea una domanda: dov'è "l'Elle" di Platinum End
Dopo qualche capitolo faremo la conoscenza di Metropoliman, un candidato al ruolo di Dio che va in giro con un'armatura alla Iron Man spacciandosi per supereroe. Il suo vero obiettivo è scovare gli altri candidati e ucciderli per non avere rivali quando dovrà essere scelto il prossimo Creatore. 

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Prima apparizione di Metropoliman

Basta parlare di trama, veniamo ai pareri personali.
Platinum End è incredibile. Emoziona fin dal primo capitolo reinterpretando ciò che è già stato visto in Death Note. Abbiamo il paranormale, i doni divini, la battaglia d'astuzia tra Mirai e gli altri candidati, le strategie perfette e, soprattutto i disegni impressionanti di Takeshi Obata... cosa volete di più? Avete per le mani un Death Note "all'opposto" (Angeli al posto di Shinigami, Mirai che è un personaggio positivo al posto di Light che è negativo, Metropoliman che è un personaggio negativo al posto di Elle che è positivo ecc...).

Oltre a ciò, Platinum End denuncia a modo suo il fenomeno dei suicidi in Giappone, narrando una storia di riscatto sociale. Durante la lettura emerge un messaggio lampante: si può trovare la felicità anche nelle piccole cose (sarà scontato, ma repetita iuvant).

volumi
I miei primi due volumi di Platinum End

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16 commenti:

  1. 'Na bomba. Speriamo gli autori abbiamo fatto tesoro delle imperfezioni di Death Note (che resta una manga notevolissimo).

    Quindi con il death note si poteva manipolare le azioni degli uomini, qui si può manipolare una persona con la freccia e costringerla a fare ciò che si vuole.

    Spunto notevole!

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    1. Col Death Note si potevano manovrare le azioni precedenti alla morte della persona, quindi la Freccia potenzialmente è molto più potente, potendo manovrare una persona per 33 giorni senza che debba per forza morire alla fine!

      In realtà c'è un altro potere angelico di cui non ho parlato perché verrà scoperto un po' più in là con la trama e sarà una sorpresa... diciamo che non è molto "angelico"!

      Comunque il potenziale di questo fumetto è elevato tanto quanto quello di Death Note :D

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  2. Wao, potrebbe essere il mio ritorno ai manga dopo secoli (ho abbandonato le produzioni giapponesi da eoni).
    Sembra figo, il tema è attuale e pare anche pop il tanto che basta :)

    Moz-

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    1. Mi è capitato veramente pochissime volte di leggere un manga così velocemente per le emozioni che provavo durante la lettura, quindi lo straconsiglio ;)

      Felice d'averti messo la pulce nell'orecchio :D

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  3. Sembra molto interessante! Poi spesso ci si dimentica della piaga dei suicidi giapponesi..

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    1. Ohba e e Obata magari non risolveranno nulla, ma almeno avranno evidenziato un problema serio e dilagante della società nipponica... e l'avranno fatto con un bel manga :D

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  4. Per ora ho letto il primo numero e sembra molto intrigante, sicuramente continuerò con l'acquisto (a proposito, domani devo correre dal fumettaro a prendere il secondo volume, che sono curiosa di capire come abbia funzionato quella maledetta freccia nel cliffhanger :P)!

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    1. Son contento ti piaccia! Io li ho presi tutti e due ieri mattina di ritorno da un esame (andato bene, per fortuna) per farmi un regalo ahah

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  5. Non so dirti perché avevo deciso di non prenderlo, forse perché ultimamente se ho anche un piccolo dubbio non acquisto.
    Beh, tu mi hai tolto tutti i dubbi, contatto subito la mia fumetteria e lo faccio mettere da parte! XD

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  6. Cristo Iddio! Sto buttando giù due righe, torno in alto per leggere il seguito, torno giù ed è sparito tutto...
    Prendo a pugni il portatile o lo scaravento dal balcone?

    Dicevo... mi è bastata l'introduzione per esclamare ad alta voce un "che palle!". Non è un problema di idee ma di gusto personale, proprio non mi piacciono questi temi, prima uno che può uccidere chiunque scrivendo il nome sul suo blocknotes, ora un aspirante suicida che riceve i potersi di un self-Cupido... gli autori non sanno passare ad altro o il prossimo manga sarà di un tizio che incontra un folletto che gli cede il dono della scorreggia inebriante, dove chiunque la annusi può fare qualsiasi cosa il protagonista desideri, tipo ipnotizzatore? Spero non mi stia leggendo nessuno dei fan, potrebbero suggerire questa pazza idea agli autori 😆

    Perdona la mia ironia, Kiral, non voglio affatto sminuire l'opera ma soprattutto te e chiunque stia apprezzando questo nuovo manga, ho scritto di getto solo per ridere.

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    1. Ahah non preoccuparti, sei libero di dire quello che ti pare!
      Hai ragione al 100%, la struttura portante del fumetto è uguale a Death Note e può annoiare. Avendo sfornato Bakuman prima di Platinum End, pensavo che gli autori avessero messo da parte il paranormale, ma a quanto pare mi sbagliavo (Bakuman parla della storia di due aspiranti mangaka).
      Squadra che vince non si cambia, giusto? beh pare che alla Shueisha abbiano capito il tipo di storia adatta a Ohba e Obata e, visiti i soldi che quei due sanno attrarre, non ci pensano due volte a chieder loro di far manga di questo tipo.

      E qui è puro gusto personale: per quanto mi riguarda, finché i loro fumetti saranno belli, continuerò a leggerli anche se ripescheranno gli stessi cardini già rodati, ma effettivamente può stuccare ;)

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    2. Magari poi li leggo per caso e mi piacciono, però di certo le premesse non mi attirano.
      Comunque Bakuman potrebbe interessarmi, ho sempre apprezzato le storie di vita quotidiana.

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    3. Bakuman parla, più nello specifico, di due liceali (strano eh?) che vogliono fare i mangaka. Ognuno ha il suo obiettivo, ma decidono di lavorare come coppia: uno fa il disegnatore e l'altro lo sceneggiatore.
      Se cerchi una storia che mostri la vera vita di un mangaka, Bakuman NON fa per te (per quello c'è il sempreverde Manga Bomber, consigliatissimo).
      Se cerchi un fumetto leggero, con una trama carina, dei personaggi puramente shonen e che possa dare qualche informazione sul mondo editoriale nipponico, buttati senza problemi su Bakuman.

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  7. Io ancora non l'ho inquadrato.
    Speravo che il duo delle meraviglie (mi piace chiamarlo così) facesse qualcosa di nuovo. Mi spiego meglio: ho apprezzato tantissimo Death Note, Bakuman è tra i manga che preferisco in assoluto...
    Platinum End mi sembra un ritorno a Death Note... Avrei preferito proprio cambiare argomento e tematiche, perché li reputo capaci di parlare di tutto. Apprezzo che sia un seinen, che permette agli autori di essere liberi. Forse Death Note sarebbe dovuto essere seinen già dall'inizio.
    Comunque per ora mi sembra un Death Note con l'angelo.
    Apprezzo altri volumi per valutarlo.

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    1. Anch’io mi aspettavo un cambio di rotta com’era successo con Bakuman. Alla lunga PE può perdere smalto per diventare la copia di Death Note, ma leggendo i volumi successivi (usciti solo in Giappone) vedo che gli autori stanno creando qualcosa di nuovo. Resta l’impronta di Death Note, ma la storia prende una strada diversissima con una sua identità specifica.
      Potrei ricredermi in futuro, ma per ora hanno trovato l’equilibrio ideale, secondo me.

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