14 gennaio 2018

La creatività artistica sta morendo? - RIFLESSIONE

Da qualche anno stiamo assistendo ad un preponderante ritorno di videogiochi, film, fumetti e cartoni animati del passato, spesso con una veste nuova più adatta ai tempi moderni. Mi sono chiesto il motivo e le ripercussioni che avranno questi ritorni di fiamma nei rispettivi mercati e nella cultura pop generale. Ecco il risultato.


dbs
Dragon Ball Super

Sapete che sono un appassionato di manga battle shonen e che ho scritto (e scriverò) articoli in merito a prodotti come quelli descritti nell'introduzione, ma in particolare su Dragon Ball Super. Ecco, Dragon Ball sarà il punto di partenza per questa lunga elucubrazione personale.

Il nuovo manga/anime sulle avventure di Goku & co. è stato l'allarme che mi ha fatto dire: "ok, c'è un grosso problema, stiamo tutti calmi e ragioniamo... perché Dragon Ball è tornato dopo 20 anni? perché sono così felice della notizia?" (sì, lo so che c'è Dragon Ball GT e che è uscito dopo il 2000, ma non è canonico, quindi esiste solo nei nostri cuori).
Le motivazioni che spingono una casa editrice a sfornare prodotti nostalgici come DBS (completamente inutili ai fini di trama) si riducono tutte a una sola: è un investimento sicuro.
Toei Animation e Shueisha sanno perfettamente che, per quanto Dragon Ball Super sia brutto (e ragazzi, vi assicuro che lo è sotto molti punti di vista), gli appassionati andranno comunque in fumetteria una volta ogni due mesi, cascasse il mondo, a comprare il volume nuovo e che una volta a settimana (in Giappone) si siederanno sul divano e guarderanno l'episodio nuovo. Punto. Non ci sono Santi che tengano, è così.  
Dal punto di vista "tecnico" so perfettamente che si tratta di commercialate prive di valore, ma da appassionato non riuscirò mai a dire "ok, non leggo più sto schifo", perché ci sono cresciuto e ci sarò legato per il resto dei miei giorni. 
Potrei fare esempi per mesi. 
Pensate a Final Fantasy VII Remake (FFVII è uno dei miei videogiochi preferiti di sempre). Mi ricordo perfettamente le reazioni dei giornalisti all'E3 2015 durante il primo teaser del gioco: sono esplosi in un'applauso fragoroso e in delle grida di gioia incredibili. A quel punto Square Enix aveva vinto. Il gioco sarà un successo di vendite anche se sarà scadente, anche se annoierà a morte, anche se la trama sarà peggiorata... verrà tutto perdonato perché è Final Fantasy VII.   



Avete capito, quindi, il motivo per cui le aziende del mondo dell'intrattenimento e dell'arte si buttano a piedi pari nelle "operazioni nostalgia": soldi facili.
Passiamo agli effetti.
Senza il minimo dubbio ci sono dei risvolti positivi, in quanto le nuove generazioni possono accedere molto facilmente a vecchie glorie che, altrimenti, non avrebbero mai conosciuto. Penso a film come Jurassic World e Jumanji e a videogiochi come Crash Bandicoot N. Sane Trilogy e Kingdom Hearts Remix. Il giovane si trova sugli scaffali dei negozi e al cinema nuove versioni di brand del passato tirati a lucido o rifatti da zero, molto più accattivanti e "adatte a lui". E va bene, ci sta: "facciamo conoscere le cose che piacevano ai ragazzi di 20 anni fa ai ragazzi d'oggi". Il ragionamento fila ed è condivisibile.

C'è un grosso problema però: così si uccide la creatività
Penso sia molto più produttivo e stimolante chiedere a registi, sviluppatori, fumettisti e animatori di creare qualcosa di nuovo, piuttosto che chiedere di riproporre una cosa già vista. 
Alimentando troppo la nostalgia si rischia di impantanare il processo creativo in un loop dove non si portano mai prodotti davvero nuovi e freschi perché si preferisce il guadagno sicuro e veloce. 
Per rispondere alla domanda del titolo: no, la creatività artistica non sta ancora morendo, ma si sta dirigendo verso una strada molto pericolosa.
L'importante non è ignorare Dragon Ball Super, Jurassic World e compagnia bella, ma premiare il coraggio delle società che producono "vere" novità. 
Come si fa? andando al cinema, acquistando i fumetti, i videogiochi e i cartoni animati. Non dimentichiamo che i consumatori hanno tra le mani il potere più grande che ci sia: il potere di indirizzare il mercato attraverso gli acquisti.

crash
Crash Bandicoot N. Sane Trilogy
Fonte

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (ho anche aggiunto la possibilità di aggiungere le reazioni all'articolo)!
Essendo affiliato ad Amazon, se acquistate i prodotti linkati da me, una piccola percentuale andrà al sottoscritto senza alterare il prezzo del prodotto in alcun modo.

11 commenti:

  1. Sai cosa penso caro Kiral? Secondo me oggi i bambini\ragazzini sono molto più da intrattenimento 'usa e getta'. Così non hanno gli stessi miti che avevamo noi. L'effetto nostalgia è solamente un amo per accalappiare noi vecchi barbogi (ma diaminne tu hai 21 anni :D quindi sei nel guado), quindi si cerca di prendere due piccioni con una fava.

    Poi c'è da dire che noi degli anni '80 siamo stati bombardati da serie cartonesche finalizzate all'acquisto di giocattoli e che invece i bambini di oggi ricevono spesso regali come tablet e cose analoghe: i videogiochi a loro volta sono 'usa e getta'.

    Poi però è vero: bisognerebbe che qualcuno si inventasse qualcosa di nuovo, anche partendo magari da idee già viste.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo, oggi l'intrattenimento è molto "usa e getta", ma ho modo di sentire i discorsi dei bambini e dei ragazzi dai 10 ai 14 anni ogni settimana a karate che prima e dopo l'allenamento parlano dei videogiochi o dei cartoni animati d'oggi come io ne parlavo 10/15 anni fa (che poi, appunto, io sono nel mezzo perché son giovane, ma non credo faccia molta differenza).

      Quindi forse ciò che conta più di tutto è il target che vogliono colpire le aziende. Probabilmente all'uscita di un videogioco o di un film, il publisher pensa, semplificando: "se faccio un remake prendo sia la nuova generazione che quella vecchia, così mi rivolgo a molta più gente e vendo di più che facendo un brand totalmente ex novo".
      I piccoli sono invogliati perché vedono qualcosa di adatto a loro e i grandi sono invogliati per la nostalgia legata a quel determinato prodotto.
      Con qualcosa di nuovo al 100%, in generale, non hai la certezza di acchiappare tutti quelli che acchiapperesti con un remake. Poi ovviamente ci sono le eccezioni, ma ho paura che la dinamica sia più o meno questa.

      Elimina
    2. Ecco infatti Miki dice giustamente che è proprio quello il ragionamento che fanno ai piani alti, cercando di coinvolgere quelli nati dal 1983 in poi, che sono appunto nati in una generazione molto consumistica a livello di giochi e cartoni :D

      Elimina
  2. Basta vedere quanti videogiochi ORIGINALI escono, sono tutti remake o seguiti.. o quanti film con soggetti ORIGINALI, cioè che non siano adattamenti di fumetti o remake o reboot o seguiti..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esattamente, i film totalmente originali sono veramente pochi.
      Che poi se il problema fossero solo gli adattamenti da libri o fumetti e i seguiti, saremmo a cavallo, ma purtroppo non è così...

      Elimina
  3. Che ci siano continue mosse paracule mirate ai nostalgici, non c'è dubbio e in ogni media ma nel caso specifico di DB credo sia più perché continui a tirare quasi quanto un pelo di fi**.

    Mi hai aperto un nuovo punto di vista dato che io ho sempre visto questo ripescaggio come una mancanza di idee, ovvero che le hanno proprio finite, non che vengano oppresse dalla richiesta di mercato. Il tuo ragionamento non fa una piega e potrebbe essere anche come scrivi tu, un punto di vista buonista a differenza del mio che spara a zero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Contento di averti fatto vedere le cose da un altro punto di vista :)
      Trovo molto difficile che le idee possano finire davvero. Ci sarà sempre qualcuno con un progetto originale che, purtroppo, non potrà venire a galla perché le imprese seguono i gusti di chi sborsa i soldi: i consumatori. Se, per dire, Dragon Ball tira ancora dopo 20 anni, stai pur sicuro che in fumetteria troverai Dragon Ball perché quello genera profitti e il nuovo fumetto di "Tiziocaio", mai visto prima, no.

      Poi parlando di manga è ancora più difficile vedere roba commerciale "nuova" per il particolare funzionamento dell'editoria seriale. Su Jump, la rivista settimanale più venduta in Giappone, ci sono un numero di manga limitati. Chi prende voti bassi dai lettori, viene chiuso senza problemi. Ecco perché gli editor pescano solo roba che può vendere davvero tanto.

      Elimina
  4. Eccomi: ho letto ieri questo post ma riesco a commentare solo ora.
    Sto trattando l'argomento specifico in un saggio, che spero di pubblicare. Nostalgia, hai ben detto: canaglia.
    Vale per tutto, perché noi siamo cresciuti nella generazione dei miti supremi commerciali.

    Si uccide la creatività? Forse sì, o magari la creatività manca. Perché comunque -prendiamo il cinema- i grandi autori riescono lo stesso a fare icone pop nuove, vedi Tarantino.
    Possiamo dire che oggi, vista la pochezza generale, solo le grandissime idee la spuntano sotto il peso di grandissime idee del passato che hanno evidentemente ancora tanto da dire :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido completamente ciò che hai scritto :)

      Elimina
  5. Inizio a pensare che dovrebbero essere due percorsi paralleli. La giusta via sarebbe via sarebbe puntare su prodotti nuovi, contornati da riscoperte. Non è un male far scoprire alle nuove generazioni vecchi cult, di svecchiare vecchi brand. Purtroppo oggi si punta troppo sul già visto.
    E' troppo comodo e costa relativamente meno. Questo è davvero il problema...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esattamente, sono guadagni troppo facili.

      Elimina