22 marzo 2017

XIII e la perfetta narrazione a fumetti - IMPRESSIONE

C'è un fumetto che porto nel cuore da diverso tempo e che mi ha segnato indelebilmente. Questo fumetto è XIII, di origine franco-blega, scritto da Jean Van Hamme e disegnato da William Vance per la casa editrice Darguad a partire dal 1984
Ecco l'incipit di trama, del primo albo, scritto nella versione Mondadori dell'opera:
"Uno sconosciuto viene trovato, svenuto, su una spiaggia degli Stati Uniti. Unico segno particolare: un 'XIII' tatuato sulla clavicola sinistra. Chi è? Non ricorda nulla del suo passato, né della sua identità. Braccato tanto dall'esercito quanto da sicari indipendenti per un omicidio che non ricorda di aver commesso, XIII segue gli indizi che qualcuno sembra aver lasciato per lui. Restituito alla presunta famiglia, viene poi incastrato per l'omicidio del padre dalla più astuta delle arriviste. Riuscirà la sua presunta infermità mentale a salvarlo dal carcere di Plain Rock?"

xiii volume uno
XIII Volume Uno


Si intuisce immediatamente che il tono del fumetto vuole essere serio e misterioso. Gli autori ci fanno immergere fin da subito nell'atmosfera della storia raccontata e ci fanno, di conseguenza, affezionare a XIII. Non sottolineerò la perfezione della caratterizzazione dei personaggi, o la bellezza dell'ambientazione, o la trattazione di temi spionistici/politici a livelli elevatissimi, piuttosto il punto fondamentale credo sia proprio la narrazione che unisce tutto e lo tramuta in un capolavoro. 
La trama di XIII viene raccontata in modo sopraffino, al limite della perfezione, tanto che, una volta iniziato un albo, non si riesce a smettere di leggere finché non lo si è concluso. Questa sensazione di curiosità e di voglia di proseguire permea tutta l'opera grazie ad una narrazione mai banale e dal ritmo incalzante. Non meno importanti sono i colpi di scena che aggiungono (o ribaltano) pezzi importanti al puzzle complessivo che forma la storia. Il lettore riesce ad immedesimarsi in XIII proprio perché, come lui, scopre il suo passato un tassello alla volta, come se anche lui avesse perso la memoria e fosse egli stesso il protagonista. 
Una nota di merito va riconosciuta anche al modo in cui la trama viene tenuta insieme. 
Mi spiego.
Col proseguimento del fumetto, la storyline diventa via via sempre più complessa, ma gli autori sanno riassumerla per "rinfrescare la memoria del lettore" all'inizio di ogni albo. In questo modo si ha la sensazione che tutti gli avvenimenti siano sempre chiari e limpidi, insomma non si crea mai (e dico mai) confusione per come sono avvenuti determinati fatti precedenti. Queste abilità di narrazione e di summa sono rarissime ed elevano questo fumetto a capolavoro. 


4 commenti:

  1. MI piace l'idea di una trama importante, ma di "avvenimenti chiari e limpidi", senza buchi! Ma come lo hai conosciuto questo XIII?

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    1. Ne aveva parlato Dario Moccia anni fa e mi ha incuriosito. Dopo qualche mese è uscita in edicola una nuova riedizione di tutti i numeri e li ho presi ;)

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  2. Veramente veramente intrigante! Già l'incipit per me va più che bene XD adoro questo genere poi quindi siamo a cavallo! Lo recupererò sicuramente

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