19 marzo 2017

Trofei, sfide ed obiettivi nei videogiochi: un approccio diverso al medium - RIFLESSIONE

In questo articolo vi voglio dire la mia riguardo l'approccio più hardcore al medium videoludico che appassiona sempre più utenti in tutto il mondo. Parto dicendo che non è il tipo di passatempo che amo, infatti non mi interessano le sfide o i trofei/obiettivi all'interno di un titolo. Sono più portato a vivere il videogioco come un'esperienza "spontanea" e non come una forzatura dello stesso per poter raggiungere un determinato traguardo. 
L'unica sfida che suscita un certo interesse in me sono le speedrun perché sono un'espressione veramente estrema dell'abilità di un gamer che dimostra di saper affrontare un titolo ai massimi livelli. Non ho mai provato a portarne a compimento una, ma non avrei troppi problemi a finire, per esempio, Bloodborne in un tempo molto breve.

bloodborne
Bloodborne


Tutto il restante mondo hardcore non mi attrae, in special modo i trofei (su PlayStation 3/4). Li trovo veramente ridicoli e poco sensati in quanto non mi da alcuna soddisfazione personale platinare un gioco. Mi spiego: il platino spesso e volentieri non attesta l'abilità del giocatore, ma solo la pazienza nel compiere determinate azioni noiose e ripetitive, quindi dal mio punto di vista è solo uno sfoggio di inutile gloria basata sul nulla

trofei
Icone dei Trofei su PlayStation


Trovo altresì vergognoso che un giocatore debba basare l'acquisto di un determinato titolo sulla lista di trofei o sul fatto che ci sia o meno il platino in quanto quegli stupidissimi obiettivi non inficiano la qualità del gioco, anzi sono il contentino per coloro che altrimenti non comprerebbero più alcun videogame.

trofei ps4
Trofei su PS4

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